Da: Il Tirreno del 3 maggio 2001

 

Magico Prato, la Coppa Italia è tua!
Trionfo dei biancazzurri a Lumezzane, gol vittoria di Padoin

LUMEZZANE. Grande. Grande. Grande Prato. Finalmente una Coppa vera. Quella di serie C. Con un cuore da leone ed un carattere indomito, dopo il 2 a 1 del Lungobisenzio, il clan biancazzurro ha battuto il Lumezzane (formazione di serie C1) anche nel match di ritorno, in Val Trompia, e non ha lasciato ombre sul suo sacrosanto diritto di portarsi la Coppa Italia 2001 a Prato. Un successo storico per una città e una società che da anni sono a secco di soddisfazioni nel calcio che conta. Un successo arrivato a due giorni dalla conquista matematica, sul campo del Rimini, dei terzi playoff consecutivi in C2.
L'avvio non è stato dei migliori: in campo Paolo Toccafondi si è presentato in tuta e con le stampelle. Segno evidente che non avrebbe fatto parte del match. Un brutto presagio? Niente affatto, è stata la riscoperta del giovane Gabriele Giaroli che ha ricevuto applausi a scena aperta per i suoi interventi precisi e determinati. Nè l'emozione, nè la lunga assenza tra i pali lo hanno tradito. Le tribune dello stadio di Lumezzane, piccolo ma molto ben fatto, presenta molti spazi vuoti. E se le assenze sulle tribune dei tifosi ospiti sono giustificate, visto la lontananza, non altrettanto lo sono quelle dei tifosi di casa. Un brutto presagio? Per il Lumezzane, sì. La Coppa Italia l'hanno solo sfiorata ma, a vincerla, è stato il Prato dei giovani leoni.
Tutti si aspettavano una grande prova dei padroni di casa chiamati a ribaltare il risultato di 2 a 1 patito all'andata. Ed invece, tolto un instancabile Cossu, il resto dei rossoblù sta di molto a guardare. Il ritmo non è elevato ed il Prato si guarda bene dall'accelerarlo. Il primo spunto degno di nota è comunque per i padroni di casa: è il 9' quando Pagliai cerca di difendere la sfera che sta per uscire sul fondo. Buscè è più veloce recupera e crossa al centro per la testa di Guidetti che, però, colpisce male e mette alto sulla traversa. La risposta dei biancazzurri non si fa attendere. Al quarto d'ora la difesa rossoblù sbaglia due volte i rinvii di testa e il pallone finisce sui piedi di Brunetti che, in controtempo, prova a tirare ma calcia male e il pallone è facile preda di Benussi.
L'unica vera occasione da rete per i padroni di casa c'è al 17' e lì nasce il riscatto di Giaroli, che in questa stagione - che sta per concludersi - è stato impiegato poco o nulla. Il portierino riesce a deviare sul fondo una gran botta ravvicinata di Guidetti che approfitta alla grande di una sponda di Ghizzani.
Soffre il Prato ma non disdegna di usare il contropiede. Al 18' lungo lancio a scavalcare il centrocampo da parte di Giaroli, vola Pelatti e Buscè, da ultimo uomo, è costretto ad atterrarlo. L'arbitro estrae il cartellino giallo per il giocatore rossoblù. I padroni di casa cercano il gol ma i biancazzurri non demordono, il 4-3-3 schierato da Esposito, vede il tridente non disdegnare il rientro al limite della propria area per difendere. Brunetti e Pelatti macinano chilometri. La squadra è molto corta e lotta con grande coraggio dimenticandosi delle energie spese solo due giorni prima a Rimini. Non manca qualche brivido come quando al 35' in fase di alleggerimento sulla propria trequarti, Brunetti serve all'indietro per Pagliai che viene preso in controtempo. Ne approfitta l'incontenibile Cossu che, per fortuna, sbaglia tutto in fase di assist mettendo la sfera fra le mani di Giaroli.
Si passa alla ripresa e Desole ristabilisce subito le misure: intercetta a centrocampo, s'invola fino al limite dell'area grande e poi prova la conclusione, ma Benussi è ben appostato. D'Astoli si rende conto che deve accelerare i tempi e rinforza centrocampo e attacco mandando in campo Donà e Zanoletti. Ma la scelta non è felice, la squadra si sbilancia e il Prato ci va a nozze. E' il 65' quando Brunetti crossa sulla parte opposta del campo per un velocissimo Desole che approfitta della zona lasciata terribilmente libera dai difensori rossoblù per portarsi sul fondo e mettere al centro. Pelatti vola sul primo palo, Padoin segue alle sue spalle al centro della porta, ed è quest'ultimo a trovare il contatto con la sfera e a gonfiare la rete. Esplode la gioia dei giocatori e dei tifosi. E' fatta, la Coppa si allontana dal bresciano per approdare sulla sponda del Bisenzio.

 

 

 

Esposito: «Vittoria di tutti»
Lungo abbraccio del tecnico col presidente Toccafondi

LUMEZZANE. «I ragazzi li ho ringraziati prima che scendessero in campo», Vincenzo Esposito, da tre stagioni sulla panchina del Prato, non sta nella pelle. Sa di aver compiuto una grande impresa. Una impresa storica per la società biancazzurra, fin troppo stitica fino all'altro ieri in quanto a successi a livello nazionale. «Aver conquistato la finale era un successo, vincere la Coppa, un'impresa».
«E' una Coppa di tutti coloro che hanno contribuito a vincerla - dice Esposito - Ma, per quanto mi riguarda, voglio dedicarla ad Alberto, zio di mia moglie, e lui sa perchè».
La vittoria della Coppa Italia fa seguito al Trofeo Lazzeri vinto a Viareggio ad inizio stagione. Dopo quel trofeo si aspettava questo trionfo?
«Senza nulla togliere al trofeo Lazzeri - dice il tecnico biancazzurro - ma questa Coppa è un'altra cosa. E' una Coppa "vera". No, non me l'aspettavo. Sapevo di avere una bella squadra ma ad inizio stagione non avrei mai potuto ipotizzare di arrivare a questo successo».
Con una squadra di serie C2 ha eliminato tante formazioni di categoria superiore.
«Sì, è vero. E questo è un ulteriore motivo di orgoglio per me e per i miei ragazzi. Aver eliminato squadre come Pisa, Livorno e Spezia non è cosa da poco».
Dopo l'intensa partita giocata e vinta contro il Rimini, in molti si aspettavano una squadra stanca e con poche energie. Invece è stato l'opposto.
«Le vittorie danno sempre una grande carica anche se per ottenerle si spendono tante energie - continua Esposito - A Rimini abbiamo battuto la capolista e contemporaneamente guadagnato la matematica certezza dei playoff. Questo ci ha dato la giusta carica, così come adesso, da questa Coppa ci aspettiamo l'entusiasmo per fare bene nel prosieguo del campionato».
Il Prato sta facendo un finale di stagione alla grande. Cosa è accaduto?
«Ci sono tutta una serie di componenti, a cominciare anche dall'ottimo lavoro dei vari collaboratori, come Puggelli, Bracciali e Santalmasi - dice il tecnico biancazzurro - Ora poi, si è creata quella "chimica" giusta che fa fare grandi cose».
Che cosa le ha detto il presidente Andrea Toccafondi a fine gara.
«Ci siamo solo abbracciati. Fra noi non occorrono molte parole per capirci. C'è sempre stata grande stima reciproca e perfetta intesa. Questo successo è anche merito suo».
Per questo ha firmato per il Prato fino al 2005?
«E' stata una scelta di vita - conclude Vincenzo Esposito - Un modo anche per ringraziare una società che mi ha dato fiducia. E' chiaro che se dovesse arrivare una proposta ritenuta valida sia da me che dal Prato, credo che non ci sarebbero discussioni sul fatto di accettarla».

 

 

 

DOPO IL 90º
E negli spogliatoi esplode la gioia dei giocatori
C'è chi chiede lo stadio pieno domenica prossima

 

LUMEZZANE. Queste le impressioni a caldo di tutti i biancazzurri e lo staff al seguito del Prato, al termine della partita a Lumezzane.
Minelli: «Dedico questa vittoria a Zacchei».
Fiore: «Nessuno se lo aspettava. Giaroli? E' stato grande».
Pelatti: «Non ho parole. Sono felicissimo. E' il trionfo della squadra, del mister, della società e della città».
Lamma: «Il sogno è diventato realtà. Adesso ci aspettano i playoff».
Compagnon: «Siamo grandi».
Serrapica: «Ora mi aspetto il calore dei tifosi. Siamo stati più bravi del Lumezzane».
Bonatti: «Abbiamo fatto un piccolo miracolo. Spero in un ritorno in massa dei tifosi».
Toccafondi: «Siamo entrati nella storia».
Pagliai: «Non riesco ancora a rendermi conto. E' una sensazione indescrivibile».
Cellini: Sui complimenti di Altobelli. «Dette da lui, le parole assumono un valore ancor più importante. Ma dalla panchina, il tempo non passava mai».
Gori: Sugli elogi dell'ex bomber dell'Inter. «Giuro che non è mio parente. A parte gli scherzi, non possono che farmi piacere».
Giaroli: «Sono contento e ringrazio i compagni che mi hanno sempre incitato».
Volpe: «Una grande soddisfazioen per noi giovani al debutto nel professionismo».
Brunetti: «Finalmente sono tornato a vincere qualcosa con la maglia del Prato».
Padoin: «Subito dopo il gol ero frastornato. Non capivo più niente. Poi mi sono reso conto di quello che avevo fatto. Sono felicissimo».
Desole: «E' stata una grande vittoria. L'assist per il gol? E' stata l'unica cosa bella che ho fatto (scherza ndr). Domenica mi aspetto di vedere lo stadio pieno di gente».
Bucchioni: «Siamo stati davvero grandi a vincere questa Coppa. Merito di tutti».
Gambardella: «Ringrazio la società ed il mister per aver dato la possibilità di fare questa grande esperienza».
Fedi: «Una gioia immensa e indescrivibile».
Scopel: «Felicissimo di aver fatto parte di questa squadra».
Bonomi: «Ai tifosi dico che non è finita qui».
Morfeo: «Abbiamo dimostrato di essere grandi».
Puggelli: «Come pratese, per me questa vittoria vale doppia. Sono felicissimo».
Santalmasi: «Sono dei ragazzi meravigliosi. Ho sempre lavorato in tranquillità con loro».
Baldi: «In quarant'anni di storia del Prato, questa è una soddisfazione unica».
Osti: «Il giusto suggello di una stagione in cui il Prato ha regolato squadre di categoria superiore».

 

 

«Il buon lavoro paga sempre»
Il presidente Toccafondi elogia tutti e pensa ai playoff
 
PRATO. Il giorno della sua rivincita. Dopo tanti schiaffi morali e amarezze per le tante sconfitte raccolte dalla sua squadra, il presidente del Prato Andrea Toccafondi, senza comunque scomporsi più di tanto - abituato com'è a sposare la filosofia del lavoro e «ancora lavoro» come ama dirlo lui stesso - festeggia il suo primo successo da presidente levando al cielo la Coppa Italia di serie C.
«Mi fa molto piacere, anche perché la prima Coppa di serie C del secolo l'abbiamo vinta noi. Ovviamente non abbiamo vinto la Coppa Campioni ma comunque rimarrà negli annali del calcio. Adesso però dobbiamo pensare ai playoff». E' un Toccafondi soddisfatto ma, al contempo, misurato. «Nella nostra vita abbiamo fatto del lavoro, un principio inamovibile - aggiunge Toccafondi - Abbiamo sempre lavorato e a gioco lungo il lavoro paga. Solo con i sacrifici si può ottenere qualcosa». Il pensiero di Toccafondi è rivolto anche alla città e ai tifosi irriducibili che, sfidando le distanze, hanno deciso di raggiungere Lumezzane in auto. E a quelli che l'altra sera hanno cantato e gioito nelle piazze pratesi.
«Sono contento per la città, per i tifosi. So che hanno aspettato la squadra al ritorno a Prato e in città hanno festeggiato». Elogi anche all'allenatore Vincenzo Esposito e al figlio. «Paolo e Esposito hanno fatto un grosso lavoro. Godiamoci questo momento però non promettiamo niente. Perché basta poco, è sufficiente un palo, un rigore e tutto può girare per il verso storto». A conclusione dell'incontro Alessandro Altobelli si è complimentato per il modo in cui Andrea Toccafondi guida l'Ac Prato. «Mi fa piacere. A volte nella vita si è amati più fuori città che in quella d'origine. Ma comunque io voto e sono residente a Prato e rimango pratese in tutto e per tutto». Luciana Cherubini, la moglie di Andrea Toccafondi, a conclusione del match, si è limitata a applaudire i giocatori. «E' una grande soddisfazione - ha detto la Cherubini - Soprattutto per questi ragazzi che hanno dato l'anima. Parlerò però solo quando andremo in C/1». E' la volta infine di Paolo Toccafondi che, negli ultimi tre anni, ha dimostrato tutta la stoffa del grande dirigente. «Siamo nella storia - ha detto Toccafondi junior - E' una gioia per tutti. Per la mia famiglia, per i giocatori, i tifosi e la città. Questo successo è un presupposto della nostra volontà di far bene». C'è da credergli perché la voglia non manca alla famiglia Toccafondi. A complimentarsi con la squadra, oltre al tifoso Maccarone, sono anche altri giocatori pratessi che, da un po' di tempo, sono approdati nel grande calcio.
DUCCIO INNOCENTI: «Sono contentissimo. Non ho visto la partita perché non c'è stata la possibilità di vederla. Sono comunque felice lo stesso. E' un gran momento per la Prato calcistica. Anche se questa città meriterebbe qualche soddisfazione in più. La Coppa assume comunque un valore prestigioso».
IGHLI VANNUCCHI: «E' raro sentire qualcosa di positivo per il calcio pratese. Mi fa molto piacere che la squadra abbia centrato questo obbiettivo. Speriamo che sia soltanto l'inizio di un cammino che conduca Prato a parlare di sé più spesso. Bisognerebbe fondare qualcosa di importante, perché Prato è una città grande che può fare tranquillamente la serie B».
MASSIMO MACCARONE: «Ho seguito tutta la radiocronaca. Appena è finita la partita ho telefonato agli amici, che erano in piazza. Sono molto contento perché se lo merita la città, i tifosi e soprattutto Paolo che in tre anni ha svolto un grande lavoro».

 

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3 Maggio.... fuori dalle edicole: