Prato 1988-89 C1A 3° posto

Boccafogli,Labadini,Marchini,Ceccarini,Luzardi,Galbiati

Chierici,Righetti,Di Bin,Monza,Rossi (Foto Guerin Anno)

 

C’e’ ancora tanta amarezza per la sconfitta di Trento dell’anno precedente. Si riparte con calma per il nuovo campionato di C1, e l’estate non e’ delle migliori: il Prato non ha i requisiti per l’iscrizione al campionato! Dopo estenuanti trattative in Lega ed a Prato la situazione si sistema, anche se vanno via alcuni importanti giocatori come Napolitano,Aliboni,Di Stefano,Guerra e Ceccaroni. Il Prato e’ un cantiere aperto, almeno fino ad ottobre con il ritorno di Marco Rossi e Landi, oltre a Monza.

Il preludio alla stagione e’ con la Coppa Italia maggiore, e le partite con Roma,Como e Monza al LungoBisenzio, ed Empoli e Piacenza fuori. Si chiude con 5 sconfitte su 5, difficile far peggio!

L’inizio e’ strepitoso, vittoria con il Vicenza all’esordio, trasferte vincenti a Cento e Venezia. Con 7 punti su 8 il Prato balza in testa alla classifica. Come un macigno il Trento vince a Prato alla 5° giornata. Segue il periodo nero: sconfitte a Trieste,Montevarchi e Carrara fanno subito svanire i sogni di alta classifica, con un’ottimo Signorelli piu’ volte realizzatore.

Inizia un ciclo di 8 partite utili, condite dalle vittorie su Virescit,Livorno,Arezzo, a Ferrara con la SPAL, e nei 2 incontri che nel girone di ritorno decideranno il futuro del Prato: Rossi e Luzardi regalano la vittoria contro Spezia e Reggiana al LungoBisenzio!

Il ritorno inizia con la sconfitta di Vicenza, ma il Prato e’ sempre li nelle posizioni di testa. Espugna Trento e Livorno, in casa vince i derbies con Carrarese e Montevarchi, alla quart’ultima giornata demolisce la SPAL 4-0! E’ tripudio in citta’, mancano 3 giornate alla fine, ma non sara’ lieto…

“21/5/89 Tutti a Spezia” si legge ancora in qualche muro di Prato: 1500 pratesi alla volta della citta’ ligure in un Picco al limite della capienza consentita, con la curva degli aquilotti ampliata dagli stessi tifosi durante la settimana. Purtroppo un 1-0 ci punisce fin troppo, il sogno sembra svanito.

Alla penultima giornata Di Bin realizza il centro della vittoria contro un Derthona in piena lotta per non retrocedere, davanti ad un LungoBisenzio demotivato. Ma i risultati riportano speranza: ad una giornata dal termine la situazione e’ Reggiana 44, Spezia,Prato e Triestina 42. 2000 tifosi seguono il Prato al vecchio Mirabello di Reggio Emilia, bolgia infernale che vedra’ i locali trionfare, vincendo campionato e promozione. Il Prato scende in campo con Boccafogli,Di Bin (Labadini dal 60°),Tovani, Chierici,Luzardi ,Galbiati,Righetti, Monza,Rossi,Signorelli,Ceccarini(Turchi dal 60°). Non ce la fa’ Marchini, infortunato, che piangera’ prima del match, e purtroppo anche dopo. A sorpresa sale anche la Triestina. Peccato, un’arrivo a piu’ squadre tra l’altro avrebbe favorito il Prato grazie alla classifica avulsa, e comunque ci avrebbe dato la possibilita’ di giocare un’eventuale spareggio. Il sogno e’ finito, ci si appresta ad entrare in un periodo nero…

 

Campagna Abbonamenti AC Prato 1908 stagione 1988/1989

 

Poltroncine Fedelissimi

Lire 1.000.000

Poltroncine   

Lire    750.000

Tribuna Num.Coperta   

Lire    300.000

Parterre

Lire    250.000

Tribuna Scoperta          

Lire    200.000

Distinti   

Lire    150.000

 

Verranno venduti 874 abbonamenti.

 

Tutti i dati qui…      

 

Lacrime, Traverse e Banane : Epopea dell'Impresa sfiorata ( Da Il Tirreno - Massimo Briglia)
http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/06/10/news/lacrime-traverse-e-banane-epopea-dell-impresa-sfiorata-1.9399431?refresh_ce

 

Le lacrime di Gianluca Righetti e capitan Massimo Marchini a Reggio, la curva del Picco di Spezia invasa da 1.500 tifosi biancazzurri che sventolano irridenti banane gonfiabili, la scritta in via del Seminario “21-5-1989 tutti a Spezia”. E ancora, sempre al Picco: la traversa di Ceccarini sullo 0-0, il tiro di Turchi che esce di un soffio. Flash, istantanee di un sogno infranto che ai tifosi del Prato fa ancora male, 25 anni dopo.

Partiamo dalla fine: lo stop a Reggio Emilia. Un passo avanti. Era il 4 giugno del 1989 - sì lo stesso giorno di Tien An Men - quando il Prato giocò al Mirabello di Reggio Emilia un vero e proprio spareggio per la B: Reggiana 44 punti, Spezia, Prato e Triestina 42, recita la classifica prima degli ultimi 90’. I biancazzurri del mister dalle poche parole e dalle tante idee, Giovanni Meregalli, sono pari negli scontri diretti con lo Spezia e in svantaggio con la Triestina (1-1 al Lungobisenzio, 3-1 a Trieste). Ma all’andata hanno battuto gli emiliani di Pippo Marchioro (1-0, gol del velocissimo difensore Luzardi), e quindi con un successo potrebbero volare nella serie Cadetta, perché in contemporanea la Lucchese dell’ex Orrico ospita lo Spezia e lo castiga 3-1. Ma non va così. Prato, quella domenica di inizio giugno è una città fantasma, al Mirabello sono almeno duemila i tifosi lanieri che sperano nel miracolo e invadono Reggio, gli altri sono incollati alla radiolina, con il fiato sospeso. Finisce 2-0 per i padroni di casa, subito un autogol di Riki Di Bin al 7’ indirizza la sfida, poi il raddoppio di Rabitti all’11’ della ripresa. Ma nell’immaginario del tifoso pratese, non è quella contro la squadra di Pippo Marchioro “la partita”. Tutti sapevano che a Reggio sarebbe stata un’impresa disperata: squadra priva di Labadini (subentrato solo al 60’) e Marchini, avversari con il vantaggio del fattore campo e oggettivamente più forti, più completi.

La sfida dell’anno: al Picco il 21 maggio 89. Il match per antonomasia di quell’annata comunque memorabile è la sfida in un Picco strapieno, una bolgia, di due settimane prima. Rewind. E’ un Prato che arriva alla partitissima di Spezia dopo aver travolto la Spal per 4-0, doppietta di Marco Rossi, gol di Righetti e Monza, mentre la Reggiana ha frenato con il Vicenza, 0-0, Spezia corsaro in casa della Virescit e Triestina vincente con l’Arezzo. E’ un calcio d’altri tempi: due punti per la vittoria, 90º minuto con Tonino Carino e le giacchette improbabili di Cesare Castellotti, la schedina del Totocalcio. A scorrere le cifre degli spettatori di quegli anni, sembra di leggere i tabellini di gran parte delle gare di B (e di molte di A) di oggi: Lucchese-Prato all’andata 1-1 (gol di Landi, che poi si infortunò e fu un’assenza pesantissima), 6.600 spettatori; Prato-Spezia all’andata (1-0, Marco Rossi), 6.543 paganti; Prato-Triestina (1-1), 6.600. Fino alle partitissime: Prato-Lucchese (0-0), 5.733; Spezia-Prato del fatidico 21 maggio, 10.818 spettatori; Reggiana-Prato, 4 giugno 89, 14.100, incasso 210 milioni.

Partenza a fari spenti. Il Prato parte a fari spenti, anzi, rischia di non partire neppure. Dopo la delusione della stagione precedente, con la sconfitta di Trento e la conclusione al quinto posto, l’estate inizia con l’allarme iscrizione.

C’è un problema di requisiti federali, il presidentissimo Andrea Toccafondi, arrivato una decina di anni prima alla guida della società (nel luglio del 79), rimedia, anche se perde pezzi importanti come il portiere Aliboni (a Cesena), Oliviero Di Stefano alla corte di Orrico, il prezioso Massimo Ceccaroni che va a rafforzare proprio gli aquilotti spezzini, il roccioso difensore Napolitano, Guerra. Ma ormai Toccafondi è già un mago del mercato. Mette insieme un mix di esperienza e gioventù, l’eterno Galbiati dietro con capitan Marchini, Landi e Labadini in mezzo, Marco Rossi davanti con Giovanni Ceccarini sono fra i più navigati, dal Torino arriva Di Bin, dal Brescia Luzardi, dall’Inter Aldo Monza, Elio Signorelli dal Genova.

Mix di esperienza e gioventù. Valorizzare giovani di talento è la specialità della casa, in più richiama a casa Stefano Turchi dalla Carrarese, punta sull’esterno Gianluca Righetti della Vis Pesaro. Per la panchina invece ripesca un gentiluomo cinquantenne, Giovanni Meregalli, fermo da tre anni ma già stato a Prato proprio l’anno in cui Toccafondi prese la società (79-80, promozione in C1). Il quinto posto dell’anno prima dà diritto a disputare la Coppa Italia con le squadre di serie A e B: Roma, Como e Monza al LungoBisenzio, Empoli e Piacenza fuori, cinque sconfitte, ma in campionato è subito un’altra musica. A suon di risultati positivi, con qualche cocente delusione (lo stop interno doloroso con il solito Trento) il Prato si guadagna le posizioni nobili; con una bella serie sì fra la fine del girone d’andata e l’inizio del ritorno (le perle sono con Spezia, Reggiana e a Trento) conferma di non essere più solo una sorpresa. C’è anche qualche mezzo passo falso, che al tirar delle somme si rivelerà pesantissimo: a Bergamo spreca molto contro una Virescit destinata alla retrocessione (0-0), a inizio stagione perde 3-2 a Montevarchi fallendo l’unico (!) rigore a favore dell’anno. Perché in una stagione memorabile, c’è spazio anche per le recriminazioni, per qualche arbitraggio un po’ così (vedi in casa con la Triestina).

Una grande emozione. Ma c’è spazio soprattutto per l’emozione di un’annata che tutti a Prato sperano non irripetibile, ma che nei fatti non si è più ripetuta: nei cinquant’anni dalla retrocessione dalla B del 64, mai il Prato è più arrivato così vicino alla cadetteria come fra fine maggio e inizio giugno 89. Alla fine, insieme alla Reggiana a fare festa è la Triestina, che con una serie di quattro vittorie di fila nelle ultime quattro gare rende inutile il successo dello Spezia nello spareggio con il Prato, anche perché gli aquilotti, favoriti dal calendario da due gare interne di fila alla terzultima e alla penultima, dopo il sofferto successo sui lanieri della terzultima giornata non riescono più a vincere: 0-0 in casa con un Arezzo in lotta per non retrocedere, secco stop a Lucca per 3-1 all’ultima.

Il giorno della sfida. Ma rieccoci al Picco, testimoni di una gara epica segnata in rosso sul calendario dei calciofili. 21 maggio 1989. Fra i bianchi, gli ex Carpanesi sulla panchina e Ceccaroni in campo, in difesa, Luciano Spalletti, in attacco il fortissimo Oscarino Tacchi, bomber vero. Al Prato, classifica alla mano, stanno bene due risultati su tre: Reggiana 42, Prato 40, Spezia 39, Triestina 38 prima del fischio d’inizio. Pareggiare significa tenere il secondo posto matematicamente a due gare dalla fine. Un lusso. Il Prato fa la partita, dalle immagini sbiadite di youtube riemerge la marea bianca dei tifosi spezzini, ma si intravvedono in curva ferrovia strapiena di supporter biancazzurri le bananone dei tifosi pratesi (no, non sono quelle da lanciare a Dani Alves o Constant) e, d’improvviso, ecco la sliding door, la svolta che non c’è stata: incursione di Ceccarini in area, traversa piena. Dolore e sgomento. Proprio sotto la curva dei pratesi, che si disperano. E hanno ragione. A inizio ripresa, la mazzata: mezza girata in area di Oscarino, palla nel sacco con Boccafogli che può solo guardare. Inutile l’assalto finale del Prato, c’è spazio per un’ultima occasione di Turchi, fuori di pochissimo. Nell’aria, la netta sensazione che sia finita. Reggiana 44, Spezia 41, Prato e Triestina 40. Tre squalificati per doppia ammonizione, Monza, Righetti e Chierici, Labadini anmalato. Arriva il Derthona, “solo” 3.500 spettatori: Di Bin risolve, 1-0, ma ecco che gli altri campi riaccendono la speranza, perché la Reggiana inciampa nel derby di Modena, lo Spezia come detto impatta con l’Arezzo. C’è la quarta incomoda, che alla fine esulterà, la Triestina di mister Marino Lombardo e del bomber Roberto Simonetta: batte la Lucchese e raggiunge al secondo posto Prato e Spezia a 42 punti, Reggiana 44.

L’ultima speranza. Un finale al fotofinish, campo principale il Mirabello con lo spareggio fra Reggiana e Prato, al Porta Elisa la Lucchese dell’Omone studia da grande e fa le prove generali del salto in B dell’anno successivo schiantando lo Spezia, la Triestina fa il poker di vittorie di fila con il minimo sforzo con la Spal. Classifica finale: Reggiana 46, Triestina 44, Spezia e Prato 42. Sipario.

La parola magica, serie B, non è più stata così vicina come 25 anni fa. E’ ora di riprovarci

 

 

 

Il Prato sceso in campo a La Spezia:

Boccafogli,Galbiati,Ceccarini,Labadini,Marchini,Luzardi

Righetti,Monza,Di Bin,Chierici,Rossi