1908 - 2008
E' il lontano 1908 quando sette ragazzi danno
vita alla "Societa' Sportiva Emilio Lunghi". Calcio, ma anche
ciclismo, atletica ed alpinismo sono gli sport praticati.
Tre anni dopo, su proposta del Consigliere Dante
Berretti, la "Societa' Sportiva Emilio Lunghi" diventa "Prato
Sport Club". Il calcio e' l'attivita' prevalente.
E cosi inizia la storia del calcio a Prato...
27 Ottobre 2008, 100 anni dopo ...
E' il giorno di Prato - Sangiovannese, per
l'occasione trasmessa in diretta da RAISPORTPIU' come posticipo del lunedi. Ma
sopratutto e' la data scelta per i festeggiamenti dei Cento Anni del Prato
Calcio.
Nell'ordine, dalle ore 18:00, partita fra i
giovani calciatori pratesi, a seguire il match delle vecchie glorie. A seguire
sfilata delle giovanili laniere, Bandiera Biancazzurra a tutto volume, il match
finito 3-1 per il Prato, davanti a 4000 spettatori, e finale con i fuochi
d'artificio!
Per gentile concessione del Corriere di Prato,
gli
articoli dal 26/10/08 al 01/11/08
26/10
27/10
28/10 28/10
28/10 28/10
29/10 29/10
29/10
30/10 30/10
31/10 31/10
01/11 01/11
E ora via con la Galleria fotografica!

La Nazione Edizione Nazionale dedica, 2 giorni prima
questo articolo...

Biglietto d'entrata & Commemorativo per ricordo...

Le vecchie glorie presenti: Cecconi, Battiston,Scannerini,
Fantozzi, Cristiani, Bellini, Carletti,Spagnuolo, Tatti,Bracci,Oliva, Lugnan,
Aliboni,Colombo, Venturi,Esposito, Argentesi, Masini, Giannoni, Gutili, Califano,
Brunetti, Bracciali, Bucchioni. Ospite non giocante Massimo Maccarone.

Qualche minuto prima della partita ...

La squadra, con la maglia commemorativa indossata nel
solo primo tempo

La partita e' iniziata, gli spalti gremiti da 4000
spettatori. Su tutto il lato Ferrovia striscione "Io son di
Prato, m'accontento d'esser di Prato e se non fossi nato pratese vorrei non
esser venuto al mondo"

Il fascino del LungoBisenzio "by night"

La Curva Ferrovia

Il finale pirotecnico!
Foto Servizio BY KGB. Alcune foto tratte dall'edizione
online de "Il Tirreno"
I
due volti dei Supporters - E da uno striscione sbuca fuori la citazione di
Malaparte
Palloncini
bianchi e azzurri, striscioni storici tirati fuori da chissà quale magazzino
(Indians e Orgasmo Cardato), altri più recenti ma da anni riposti negli zaini
(Ultras, Viaccia, Maliseti Impazzita, Bandits, Gruppo Irriducibili, Prato Club
Caffè Ferrucci, Vergaio presente) ed anche un più polemico “100 anni mai
una gioia”, oltre a due intensi ricordi per i tifosi morti in questi anni.
E
davanti a tutto lo striscione di cento metri “Io son di Prato,
m’accontento d’essere di Prato e se non fossi nato pratese vorrei non
essere venuto al mondo” di malapartiana ispirazione. E’ questa la
coreografia che ha accolto le squadre in campo con in sottofondo le note di
“Bandiera biancazzurra”: una curva Ferrovia piena per tre quarti (con
alcuni gemellati di Mantova) che, almeno all’inizio, ha sepolto l’ascia di
guerra e ha solo incitato la squadra senza contestare niente e nessuno.
Una
tregua che ha retto fino al 21’, quando da due lati distinti della curva è
partito il primo coro anti Toccafondi che per qualche minuto ha spaccato la
tifoseria, con un calo evidente dei cori. Poi la gara e il passare del tempo
hanno ricompattato l’ambiente, anche se nella parte destra della Ferrovia si
è alzato qualche mugugno.
Applausi
in tribuna centrale all’intervallo quando sono stati premiati i
“migliori” di questi cento anni: Paolo Cecconi tra i portieri, Alessandro
Brunetti tra i giocatori, Vincenzo Esposito come allenatore e Marcello
Biancalani come dirigente; premio speciale anche per un tifoso storico come
Riccardo Magni, tutto mentre lo speaker leggeva il messaggio di saluto inviato
dall’ex allenatore della Nazionale Enzo Bearzot.
E
l’intervallo è servito anche per cambiare maglia, passando da quella
celebrativa (dalla quale si erano staccati l’8 di Fogaroli e il 3 di De
Agostini) a quella abituale.
E le luminarie su tutto il lato ferrovia hanno accompagnato il crescendo
biancazzurro fino ai gol di Piantoni che hanno rovesciato il punteggio e hanno
ulteriormente infuocato la festa biancazzurra, con tutta la curva di nuovo
unita.
m.
g. - La Nazione
Sono passati 100 anni dalla nascita del Prato
Calcio. Il Prato li festeggia lunedì 27 ottobre con una serata allo stadio
Lungobisenzio, dove si incontreranno le vecchie glorie alle 19,00, il Prato
contro la Sangiovannese alle ore 20 e
45 (campionato di seconda divisione e diretta Rai Sport Più) e con uno
spettacolo pirotecnico a conclusione della partita.
Dobbiamo però ricordare che il Prato Calcio
nasce nel 1908 come società sportiva Emilio
Lunghi fondato da un gruppo di ragazzi fra cui spicca il nome di Dante
Berretti, poi diventato Vicepresidente della FIGC negli anni '50 (un
campionato giovanile che egli stesso istituì, porta tutt'ora il suo nome).
Nel '28/'29 il Prato partecipa al campionato di prima divisione, la lega è
un abbozzo di serie A e vi partecipano Milan, Juventus, Roma e Fiorentina,
il Prato retrocede all'ultima partita e da allora non tornerà più in
massima serie: 10 campionati in serie B, giocatori e allenatori, dirigenti
famosi, altri meno: Roberto Boninsegna,
Ferruccio Valcareggi, Enzo Bearzot, Romeo Anconetani, Romano
Taccola (bomber di serie B), Mario Bertini (mediano di Inter e Fiorentina),
Armando Segato (uno dei leoni di Highbury).
Fino al '64 è un'alternanza fra serie B e serie C, poi la serie D e infine
l'era di Andrea Toccafondi, presidente dal '79 e il più longevo del
professionismo. Una Coppa Italia di serie C vinta nel 2001 e un alternarsi
fra campionati di serie C2 e di serie C1, per arrivare ai giorni nostri dopo
una serie di campionati disastrosi, fra ripescaggi e stagioni di medio bassa
classifica, il Prato riparte quest'anno con una formazione più competitiva
e la speranza di un'altra promozione.
Nella trentennale gestione di Toccafondi vi giocano Massimo
Oddo, campione del mondo in Germania nel 2006, Massimo
Maccarone che ha vestito la maglia della nazionale, Nicola
Legrottaglie, giocatore ritrovato della Juventus, un giovanissimo Christian
Vieri.
Per la città un centenario in sordina, troppe le divergenze fra tifoseria e
società, ma la giornata è speciale, e noi lo diciamo con le parole di Rinaldo
Frank Burattin, pittore che fu sempre affezionato alla squadra:
"Auguri Caro Vecchio
Prato!".
Articolo tratto da www.welcome2prato.com
Bearzot, Valcareggi,
Boninsegna e Bertini. Sono nomi che
rievocano momenti leggendari. Su tutti Messico 1970 dove i quattro furono,
con ruoli diversi, protagonisti.
Oppure Ardico Magnini, Maurilio Prini e Armando
Segato, eroi del primo scudetto della Fiorentina. E ancora: Bobo
Vieri e Massimo Oddo. Il primo bomber di razza,
il secondo campione del mondo a Berlino.
Ed anche Andrea Orlandini, detto “Birillo”, l’uomo
al quale il grande Fulvio Bernardini assegnò una
missione impossibile: “tu marcherai Crujiff.” La lista si potrebbe
completare con Giovanni Ferrari, bicampione del mondo nel
1934 e nel 1938.
Tutti questi nomi potrebbero comporre una formazione ideale da sogno, con
tanta classe e nobiltà in campo e fosforo e saggezza in panchina: la
coppia Bearzot-Valcareggi.
Quello che accomuna questi personaggi, in realtà, oltre alla militanza
con la maglia azzurra, è l’aver giocato e allenato in una squadra
toscana che, in questi giorni, raggiunge un importante traguardo: il
centesimo anno di vita. Si tratta dell’Associazione Calcio Prato
che stasera, lunedì 27 ottobre, festeggia il suo primo secolo
giocando, in posticipo serale, contro la Sangiovannese.
Per l’occasione lo stadio, il Lungobisenzio, sarà
vestito a festa, ospitando vecchie glorie e calciatori ancora in attività
che a Prato sono cresciuti per poi affermarsi altrove. Tra questi è bello
ricordare: il portiere Carlo Cudicini, l’emergente Nicola
Padoin, il rinato (calcisticamente e nello spirito) Nicola
Legrottaglie, il volitivo Marco Sammarco,
l’estroso Alessandro Diamanti e i bomber Marco
Cellini, Denis Godeas, Alessandro Matri e
Mirco Gasparetto. Questi ultimi, uniti a Vieri e
Boninsegna, indicano come a Prato sbocciano bene gli attaccanti. Passare
dalla città toscana garantisce, negli anni seguenti, buone percentuali
realizzative.
E, sempre a proposito di bomber, attualmente, nella società biancazzurra,
milita Max Vieri, fratello di Bobo, in cerca di rilancio
dopo alcune stagioni frenate da problemi fisici.
Prato porta fortuna, il dato è inconfutabile, visto che Valcareggi e
Bearzot dopo essere stati battezzati dall’acqua del Bisenzio, il fiume
che costeggia lo stadio, hanno raggiunto il traguardo più alto per un
tecnico: la panchina della nazionale. Prato, però, porta poco bene a se
stesso, visto che in un secolo di gol e pedate il suo pubblico per vedere
la A ha dovuto allungare un piede nella vicina Firenze (molti pratesi per
questo tifano viola) o addirittura nell’odiata Pistoia.
La B manca da ben 44 anni e la squadra ha il record di permanenza in C
(altalena tra C1 e C2) da 31 stagioni. Tutto ciò può sembrare assurdo
per la terza città della Toscana, dove sono attive una miriade di
aziende, nessuna delle quali, però, ha la voglia di investire nel calcio.
Il pubblico, col tempo, si è disaffezionato, prendendosela con Andrea
Toccafondi, presidente da quasi 30 anni (un altro record) e colpevole,
probabilmente, che nessun imprenditore del posto abbia avuto il coraggio
di affiancarlo o di sostituirlo al timone di comando.
Il presente si chiama Lega Pro 2 (la vecchia C2) e la possibilità di fare
un campionato da protagonista (l’obiettivo dichiarato sono i playoff).
In panchina siede una vecchia conoscenza del Prato e del calcio italiano: Corrado
Orrico, uomo intelligente, colto e gran conoscitore del calcio.
Il tecnico è in possesso di una dote rare in questo sport: la coerenza.
Ricordiamo che, nella stagione 1991-92, preferì dimettersi dall’Inter,
piuttosto che aspettare l’esonero, rinunciando ad un ingaggio
principesco.
Il “maestro di Volpara”, come lo chiamava Gianni Brera, cercherà di
rilanciare se stesso e il Prato. Il secondo secolo di vita dei lanieri si
apre con questa scommessa, Orrico, che nella sua carriera ha già fatto un
paio di volte il viaggio di andata e ritorno tra la A e le serie minori,
è pronto a vincerla.
Articolo tratto da "La Gazzetta
dello Sport" online
2 Luglio 2008
Il primo appuntamento, non legato
direttamente alla societa', e' a cura di Francesco Magnini: Bandiera
Biancazzurra e' il libro per i 100 anni della societa' (ulteriori dettagli nella
sezione Shop). La presentazione e' al Caffe' del Teatro. Una serata piacevole,
allietata da vecchi giocatori e da una buona presenza di pubblico.